Secondo una recente ricerca da parte di Accenture, il costo medio del crimine informatico è cresciuto dell’11% lo scorso anno, arrivando a costare ben $13 milioni all’anno.

Nel particolare, l’industria finanziaria o del terzo settore è quella più sensibile all’argomento, arrivando a spendere addirittura $18,5 milioni all’anno per proteggersi adeguatamente nel panorama della cybersecurity. In particolare, la tipologia di attacco più dispendiosa per l’azienda (o banca, in questo caso) è quella derivante dal malicious insider, ovvero colui che ha accesso ai sistemi interni dell’azienda e ruba informazioni della stessa. Attacchi di questo tipo, infatti, possono arrivare a costare singolarmente anche $250.000 e richiedono, in media, 50 giorni per essere dovutamente riparati.

In aggiunta, il 79% dei business leaders nel globo pensano che il digital business model introduca vulnerabilità tecnologiche più velocemente di quanto si possa pensare a metterle al sicuro. Infatti sempre più aziende nel settore finanziario adottano le più recenti tecnologie – quali intelligenza artificiale, automazione e machine learning – per far fronte a questo problema, ma costituiscono solo un terzo (il 34%, esattamente) del totale delle aziende operanti nel settore. A dimostrare che c’è ancora tanta strada da fare, per garantire il maggior livello di sicurezza possibile.

Fonti: https://www.accenture.com/us-en/insights/financial-services/cost-cybercrime-study-financial-services