Secondo un recente articolo del World Economic Forum, su 24.000 utenti internet di 24 nazioni diverse, il 22% non fa shopping online. Il 49% di questi, specifica, non lo fa per mancanza di fiducia. Non stupisce, infatti, che il consumatore non si fidi in particolar modo dell’online retail, specialmente quando si tratta di far acquisti in un e-commerce di un altro Paese.

Il modo per contrastare e reagire a questo fenomeno è, come anche evidenziato dall’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo), quello di creare un sistema di politiche sulla sicurezza dei dati più coeso e uniforme tra i vari Stati e le aziende.

Quel che si propone di fare è, infatti, di migliorare le politiche a livello internazionali sotto un comune framework, ma anche di incentivare i privati nei diversi Paesi ad adottare politiche sulla data privacy più ferree ed omogenee e a livello globale. Si è, infatti, visto come solo il 58% delle nazioni in tutto il mondo abbia regole che si tengano su un buon livello di privacy sui dati. Mentre un buon 21% dei Paesi nel globo non ha una regolamentazione sufficiente per far fronte ai moderni problemi di data privacy. Conseguentemente, la sfiducia negli e-commerce in generale è di livello abbastanza alto.

Spetta alle singole imprese (oltre che ai politicanti) dunque, proporre e adottare dei framework riguardanti l’utilizzo e lo stoccaggio dei dati sensibili della clientela (nonché della loro sicurezza), che rendano più comune, ampio ed efficiente questo sistema, creando un maggior senso di fiducia nel consumatore.

Fonti: https://www.weforum.org/agenda/2019/03/five-ways-to-restore-trust-in-e-commerce/